Tra le tante che seguiamo nel corso delle nostre attività di volontariato, ci ha particolarmente colpito per l’inusuale disumanità degli amministratori del Comune di Monterenzio con i quali ci siamo dovuti confrontare per la gestione e la soluzione del caso: un sindaco che non si è mai degnato di rispondere alle nostre sollecitazioni ed una vicesindaco molto “confusa” che ha rilasciato alla stampa affermazioni non corrispondenti alla realtà. Un esempio per tutte: “non abbiamo più sentito l’Associazione…”. Per questo abbiamo deciso di denunciare all’opinione pubblica quanto accaduto manifestando tutto il nostro rammarico e la nostra delusione civica.

Claudio Mazzucchi e la moglie Daniela Zucchini, incontrati dai nostri volontari lo scorso settembre in via D’Azeglio a Bologna, senza una casa dove tornare, passavano la notte nei pressi della farmacia comunale vicino la centrale Piazza Maggiore insieme al loro inseparabile cagnolino. Era come se nessuno li vedesse, lui in carrozzina perché disabile e lei sempre al suo fianco.

Abbiamo segnalato la situazione ai servizi sociali di Monterenzio, Comune di residenza della coppia, ma solo a novembre, con l’avvicinarsi dell’inverno,  i coniugi sono stati ospitati nel dormitorio di via dello Scalo a Bologna.

Adesso Daniela è rimasta sola: purtroppo l’11 marzo Claudio muore improvvisamente e la sua salma viene depositata alla Certosa in attesa di sapere chi si farà carico dei costi del funerale. Funerale che viene poi celebrato il 29 marzo, dopo ben 18 giorni, senza nessuna comunicazione, nonostante le ripetute richieste rivolte al Comune di Monterenzio. Alcuni cittadini ci hanno contattato per avere notizie del funerale, anche noi avremmo voluto partecipare, ma non ci è stato concesso. Nessuno si è degnato di avvisarci.

Attraverso il vicesindaco Silvia Cuppini il Comune di Monterenzio, che ha sostenuto le spese per il funerale in virtù delle condizioni di indigenza dei coniugi, ha parlato di “tempi necessari per completare le procedure burocratiche per provvedere alla sepoltura” .  E per quanto riguarda Daniela assicura che “si stanno concordando con lei i progetti di sostegno”.

Ma dove Claudio è stato sepolto, in terra alla Certosa di Bologna, è stato posizionato solo un tubo di ferro con tre numeri: non una foto, né una data, né un simbolo religioso. Abbiamo chiesto ad alcuni impiegati del cimitero e ci è stato risposto che questo era quanto previsto dal Comune di Monterenzio. 

La cosa ci sconcerta. Un’esperienza molto brutta, una storia di ordinaria disumanità. Come Associazione abbiamo deciso così di farci carico di una sepoltura più dignitosa, anche per evitare alla moglie, che ci ha chiesto più volte di andare a rendere omaggio alla tomba di Claudio, un ulteriore dolore. Stiamo prendendo tempo in attesa di reperire le risorse necessarie.

A seguito di questa mobilitazione molti cittadini ci hanno contattato rendendosi disponibili a partecipare ai costi e  una società di onoranze funebri si è offerta di fornire gratuitamente i suoi servizi per la realizzazione della lapide corredata di incisione e fotoceramica.

Alla conclusione, con la massima trasparenza, renderemo pubbliche le risorse reperite ed impiegate per questa gara di sana umanità.

La storia di Claudio e Daniela su Il Resto del Carlino

13 aprile 2019

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25 aprile 2019

Link all’articolo sull’edizione digitale

La storia di Claudio e Daniela su èTV

La storia di Claudio e Daniela su TRC

La storia di Claudio e Daniela