Era il mese di aprile quando l’Associazione Andromeda ha fatto conoscere all’opinione pubblica la storia di Claudio e Daniela.

Claudio Mazzucchi era un cittadino di Monterenzio che, senza una casa dove tornare, passava la notte insieme alla moglie Daniela Zucchini e al loro inseparabile cagnolino a Bologna, nei pressi della farmacia comunale vicino la centrale Piazza Maggiore. L’11 marzo Claudio è morto improvvisamente e la sua salma è stata depositata alla Certosa in attesa di sapere chi si sarebbe fatto carico dei costi del funerale. Dopo l’interessamento dell’Associazione, e con l’aiuto dei mezzi di informazione e dei cittadini, l’amministrazione comunale di Monterenzio ha finalmente celebrato il funerale il 29 marzo, ma dove Claudio è stato sepolto, in terra alla Certosa di Bologna, è stato posizionato solo un tubo di ferro con tre numeri: non una foto, né una data, né un simbolo religioso, questo quanto previsto dal Comune di Monterenzio.

Nella giornata di Ognissanti una delegazione di volontari dell’Associazione Andromeda si è recata alla Certosa di Bologna per “ricordare Claudio e, al tempo stesso, ricordare tutti i poveri che sono deceduti” ha detto il Presidente Raia. La visita è stata anche l’occasione per dare la notizia che molti cittadini che erano venuti a conoscenza della storia di Claudio aspettavano: “dopo una raccolta fondi per dare una tomba dignitosa a Claudio possiamo annunciare che, prima di Natale, avrà la sua lapide. Ci auguriamo di poterla inaugurare, questa volta con la partecipazione del nuovo sindaco di Monterenzio.”

La visita alla tomba di Claudio su Il Resto del Carlino

La visita alla tomba di Claudio su TRC

Una lapide per Claudio